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Mon 6 Sep 2010
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ESCURSIONI NEL GRUPPO MARMOLADA | GRUPPO SELLA | GRUPPO SASSOLUNGO | GRUPPO CATINACCIO | CONSIGLI TECNICI

1) LA FERRATA DELLE TRINCEE
Partenza: Rif. E. Castiglioni 2050 m
Arrivo: Rif. E. Castiglioni 2050 m
Dislivello: 700 m
Tempo: ore 4
Difficoltà: per escursionisti esperti con attrezzatura
Epoca: luglio – settembre
Cartografia: Kompass n. 616-619 (1: 25.000), n. 55-59 (1:50.000)
Accesso: da Canazei per strada di 12 km al Rifugio E. Castiglioni, presso la diga del Lago della Fedaia

Nota: la descrizione della ferrata è limitata al primo tratto, fino alla sella fra due cime della Mesola.

Dal Rifugio Ettore Castiglioni 2050 m, si imbocca il sentiero 698 lasciando a sinistra il più noto Vièl del Pan. Si sale in Val di Fedaia sotto le scure rocce della Mesola, e si raggiunge una costruzione, all’incrocio con un sentiero di collegamento con il Vièl del Pan.
Si prosegue su prati e poco prima di Porta Vescovo ci si innesta sul secondo e più frequentato collegamento con il Vièl del Pan. Si perviene a Porta Vescovo 2478 m, sella deturpata dalle costruzioni. Vi sorgono la stazione della funivia che sale da Arabba, altri due impianti a fune, un ristorante-bar ed un nuovo rifugio in costruzione (1 ora).
Si seguono le indicazioni per la via ferrata, lungo un sentiero in piano che sale poi fino all’attacco (20 min.). Si sale verticalmente (fune metallica) sulla parete ovest della Mesola: questo tratto è solo per esperti difficile per la sua verticalità e gli scarsi appoggi. Si prosegue con minori difficoltà ad una cengetta. A sinistra, per placca, si giunge a uno spigolo e successivamente alla cresta superiore.
Con vista molto estesa si supera un ponticello, si aggira uno spigolo e si continua a salire fino a quota 2727, la cima ovest della Mesola, dove ha termine il primo tratto della via ferrata (15 min.). Si abbandona il prosieguo attrezzato e si scende a destra sul versante sud, per sentiero che riporta in breve a Porta Vescovo (25 min.), donde al punto di partenza (50 min.).
2) IL SENTIERO DELLA FEDAIA
Partenza: Rif. Villetta Maria a Pian Trevisan 1681 m
Arrivo: Rif. Villette Maria a Pian Trevisan 1681 m
Dislivello: 950 m
Tempo: ore 5.20
Difficoltà: escursionistico
Epoca: luglio – settembre
Cartografia: Kompass n. 616-619 (1:25.000), n. 55-59 (1:50.000)
Accesso: da Canazei per la strada della Fedaia, deviando a destra a quota 1700 (indicazioni), e scendendo al parcheggio di Pian Trevisan con il Rifugio Villetta Maria.


Dal Rifugio Villetta Maria 1681 m, a Pian Trevisan, si segue la "Via Nèva", il segnavia 605 sull’antico sentiero per la Fedaia. Si sale per una rampa ripida sotto il Col Mèr e si tocca la cappelletta "Crist de Fedaa" , punto d’arrivo della Via Crucis 1842 m (30 min.).
Il sentiero, meno ripido , porta al Col de Ciampiè. Si sale più faticosamente al Rifugio Ettore Castiglioni 2050 m, presso la diga del lago artificiale della Fedaia, sotto la Marmolada (45 min.).
Seguendo a destra la strada sulla diga, toccando alcuni bar, ristoranti e alberghetti, si raggiunge il Rifugio Seggiovia 2074 m (15 min.). Da qui si imbocca in direzione sud (indicazioni) il sentiero 606, variante dell’Alta Via delle Dolomiti n. 2. Con questo sentiero, dapprima fra le radi larici, poi fra sassi, erba e rocce lisciate, si sale a svolte sotto la cabinovia di Pian dei Fiacconi, spostandosi poi verso destra sotto la parete del Col de Bous. Con un tratto ripido si raggiunge così il bivio con il sentiero 619 presso la Forcella Col de Bous 2438 m, con resti di opere belliche, sotto lo spigolo sud del Col de Bous (1 ora).
Conviene ora proseguire al Rifugio Pian dei Fiacconi 2625 m, ai margini del ghiacciaio della Marmolada, seguendo i segnavia dapprima su sentiero, poi su di una larga pista di sci (30 min.). Tornati alla Forcella Col de Bous (20 min.), si imbocca a sinistra il sentiero 619, dinanzi al Gran Vernèl e alla Roda de Mulon. Si scende per detriti morenici e rocce montonate fino ad entrare nel bosco al Pian de Scalèt 2032 m (ore 1.20). Quindi si passa a fianco di una cascata e per mulattiera scavata nella roccia si torna al Rifugio Villetta Maria (40 min.).
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3) LA FERRATA DEI FINANZIERI
Partenza
: rifugi al Ciampac 2142 m
Arrivo: rifugi al Ciampac 2142 m
Dislivello: 580 m
Tempo: ore 4.30
Difficoltà: per escursionisti esperti con attrezzatura
Epoca: luglio – settembre
Cartografia: Kompass n. 616-619 (1:25.000), n.55-59 (1:50.000)
Accesso: con la funivia del Ciampac (stazione a valle fra Alba e Penìa, strada della Fedaia) ai rifugi al Ciampac 2142 m

Nota: la ferrata dei Finanzieri, dopo una recente ristrutturazione e la posa di scale, risulta molto esposta, impegnativa e consigliabile solo ad alpinisti. In alternativa rivolgersi ad una guida alpina.

Dalla stazione a monte della funivia Ciampac 2142 m (bar-ristorante) si raggiunge il vicino ristoro del Tobìa del Giagher, da dove si seguono le indicazioni per la via ferrata verso la parete del Colàc, scendendo di poco per stradina, poi per sentiero, per risalire in breve sulle ghiaie all’attacco della via, a quota 2175 (30 min.).
Si risalgono le roccette del primo salto seguendo le funi metalliche, poi si traversa un po’ a sinistra, raggiungendo uno spigolone roccioso e salendo su altre rocce attrezzate. Recentemente il tracciato mediano della via è stato modificato, risolvendo il problema della friabilità e della caduta di sassi con una serie di scale molto esposte. Per questo sistema di scale si raggiungono terrazzino, canale e cresta attrezzati del vecchio percorso. Il tratto terminale conduce direttamente ad un intaglio della stretta cresta dell’anticima. Per tale cresta, a destra senza particolari difficoltà si va in vetta al Colàc 2715 m (ore 2.15).
Si cala alla forcella con l’anticima, dove inizia il sentiero attrezzato e segnato del versante sud-est. Si scende in un canale detritico aiutati dalle corde fisse e qualche staffa, per spostarsi poi a destra ed entrare in un secondo canale, al termine del quale si gira sotto il fianco sud-ovest del Colàc per portarsi nel vallone rivolto alla Val di Contrìn. Da qui si sale alla Forcia Neigra 2509 m (1 ora). Ci si affaccia alla conca del Ciampac. Per sentiero segnato si cala nel vallone fino a ricongiungersi alla stradina proveniente dalla Sella del Brunech, con la quale si scende a destra ai rifugi del Ciampac (45 min.).
4) IL GIRO DEL CIAMPAC
Partenza
: rifugi al Ciampac 2142 m
Arrivo: rifugi al Ciampac 2142 m
Dislivello: 400 m
Tempo: ore 2.30
Difficoltà: turistico
Epoca: fine giugno – ottobre
Cartografia: Kompass n. 616-619 (1:25.000), n. 55-59 (1:50.000)
Accesso: con la funivia del Ciampac (stazione a valle fra Alba e Panìa sulla strada della Fedaia ) ai rifugi al Ciampac 2142 m

Nota: A nord di Penìa sorgono Lorenz e Verra, le sedi umane permanenti più alte del Trentino, che conservano lingua, cultura e architettura ladine: da visitare dopo aver effettuato la gita.

Dalla stazione a monte della funivia del Ciampac 2142 m, che offre servizio di bar e ristorante, si raggiunge il vicino Tobià del Giagher. Nei pressi si trovano anche altri due esercizi: il Rifugio Ciampac e la Baita Valeruz.
Si segue a destra il sentiero 645, attraversando il prato e superando un fienile, sotto il torrione scuro della Crepa Neigra e dinanzi alla mole del Colàc. Tagliando il prato ci si alza e si perviene al punto più basso del crinale erboso in vista della Val di Crepa poco sotto la Crepa Neigra, il Pian de Selle 2352 m (45 min.).
Dalla sella si prosegue in falsopiano, e lasciato a destra il sentiero 645 per la Val di Crepa si ricomincia a salire sulla cresta erbosa. Con vista crescente a dominare la conca de Ciampac, ci si alza quindi senza difficoltà fino alla sommità del Su l’Aut 2515 m, ottimo belvedere con panorama circolare sui Monzoni, sul gruppo della Marmolada, sul Vièl del Pan, il Sella, il Sassolungo e il Catinaccio (1 ora).
In breve, tenendosi anche sul versante della Val Giumella, si scende senza nessuna difficoltà sul crinale erboso, prima sottile, poi sempre più largo, alla vicina Sella del Brunech 2428 m, stazione a monte della funivia che sale dal Ciampac (15 min.).
Dalla Sella del Brunech, per comoda stradina con segnavia 644, si scende nella conca del Ciampac passando sotto la seggiovia e spostandosi a destra, fino ai rifugi del Ciampac e alla funivia omonima, per il rientro a valle (30 min.). E’ anche possibile rientrare a piedi, percorrendo in discesa la stradina con segnavia 644, con la quale però si scende al Pian de Planat e successivamente ad Alba (un’ora), dovendo così rientrare alla stazione della funivia.
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5) IL LAGUSEL E LE CASCATE
Partenza
: Sauc 1735 m in Val San Nicolò
Arrivo: Sauc 1735 m in Val San Nicolò
Dislivello: 520 m
Tempo: ore 3.45
Difficoltà: turistico
Epoca: giugno – ottobre
Cartografia: Kompass n. 618-619 (1:25.000), n. 59 (1:50.000)
Accesso: da Pozza di Fassa per la strada della Val San Nicolò – a sinistra da Malga Crocefisso – a Sauc 1735 m (sbarra, parcheggio a destra al di là del Rio San Nicolò)

Dalla parte alta del parcheggio di Sauc 1735 m si segue la Strada dei Russi – indicazioni per Lagusèl – e si imbocca a destra il sentiero 640. Si risale il bosco ripidamente e si giunge al crocefisso Pauso del Pellegrin 1970 m.
Si seguita ripidamente, per un canale con tronchi di contenimento e – oltre un cancello – si continua uscendo dalla vegetazione. In piano, dinanzi al Sass dal Pief, si arriva al romantico specchio d’acqua del Lagusèl 2103 m, raccolto in una conca di prato (ore 1.25). Il sentiero continua lasciando il laghetto a sinistra: lo si segue in direzione dei fienili sovrastanti, avvicinandosi al Sass del Pief che domina il terrazzo erboso superiore. Presso due baite si incrociano il sentiero 641 e il Sentiero Gino Badia, che risale le ghiaie sotto il Sass del Pief. Si segue a sinistra il sentiero 641 e si sale leggermente sui prati in vista del Catinaccio. Ci si dirige ora alla Forcella Pecol (crocefisso) 2255 m, che si raggiunge facilmente sopra una pozza d’acqua (45 min.).
Al di là della forcella, che si apre ai piedi del modesto Sass da Pecol, si scende e si supera un cancello, poi si tagliano i prati in vista del Col Ombert e della Val San Nicolò. Nel bosco ci si abbassa ad incrociare la Strada dei Russi; raggiuntala, la si segue a destra salendo di poco, poi si continua su sentiero lungo il Rio San Nicolò, fino alla caratteristica Baita alle Cascate 2011 m (vista sui salti d’acqua).
A sinistra, per la strada contrassegnata con il n. 608, si va alla Baita Ciampiè 1855 m (1 ora). Continuando lungo la strada si torna a Mezzaselva e al parcheggio di Sauc (35 min.)
6) AL RIFUGIO LE SELLE
Partenza
: parcheggio Val dei Monzoni 1620 m
Arrivo: parcheggio Val dei Monzoni 1620 m
Dislivello: 900 m Tempo: 5 ore
Difficoltà: escursionistico
Epoca: fine giugno – ottobre
Cartografia: Kompass n. 618-619 (1:25.000), n.59 (1:50.000)
Accesso: da Pozza di Fassa per le valli San Nicolò e Monzoni

Risalendo la Val San Nicolò, e girando a destra in Val dei Monzoni dopo Malga Crocefisso, si perviene in auto ad un piccolo parcheggio presso una sbarra a quota 1620 (solitamente, da qui è in funzione un servizio di taxi per la Malga Monzoni). Lasciata l’auto, ci si incammina a piedi per la strada, all’ombra degli abeti, seguendo le indicazioni del segnavia 603 per il Rifugio Taramelli. Si sale a svolte nel bosco, si lascia a sinistra (ponte) una strada forestale, e si esce dal bosco raggiungendo il bivio con il sentiero 641 presso il Pont de Ciamp 1737 m (20 min.).
Si prosegue diritti sulla strada superando la Baita Monzoni 1792 m e successivamente il vasto pascolo ove sorge Malga Monzoni 1862 m (grande fontana), così raggiungendo il bivio con il sentiero 624, che si lascia a destra (30 min.). Si seguita sul segnavia 603 e, fra i larici e i pini cembri, si sale al caratteristico Rifugio Torquato Taramelli 2046 m, realizzato con pietre monzonitiche sulla sommità si una piccola rupe. (30 min.). La costruzione, cubica, risale al 1903, ed è dedicata a Torquato Taramelli, geologo allievo di Antonio Stoppani, autore di notevoli ricerche nel Trentino. Il cubo è gestito dalla SUSAT, la sezione universitaria della SAT, e viene utilizzato soprattutto per soggiorni di studio. Ripidamente, sul sentiero 604 che apre alla vista le Pale di Carpella e la Punta delle Selle, si risale la Val delle Selle. Si raggiungono l’omonimo laghetto a 2232 m (40 min.) e si prosegue fra prati e detriti alla testata della valle (resti di postazioni della Grande Guerra) fino al panoramico Rifugio Passo Le Selle 2528 m (50 min.).
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6) IL GIRO DEL PIZ MEDA
Partenza
: località Sala 1260 m (Soraga)
Arrivo: località Sala 1260 m (Soraga)
Dislivello: 940 m
Tempo: ore 5.30 Difficoltà: escursionistico
Epoca: giugno – ottobre Cartografia: Kompass n. 618-619 (1:25.000), n. 59 (1:50.000) Accesso: da Soraga (bivio sulla S.S. 48, indicazioni) si sale per stradina asfaltata alle case più alte di Sala 1260 m (parcheggio ai lati della ripida strada)

Da Sella 1260 m si segue in salita la stradina con segnavia 616, e si risale il bosco di Soraga sul fianco ovest della Vallaccia. Con percorso un po’ faticoso si taglia una strada forestale e si guadagna quota nel bosco, fino al bivio di Bresadoi (o Bezadoi) con il segnavia 642, che si ignora (ore 1.30). Si prosegue fino alla Selletta di Piz Meda 2180 m, all’incrocio con il sentiero 620 (1 ora). La traccia ora punta alla sommità sud-ovest del crinale: in breve si tocca il Piz Meda 2200 m (10 min.).
Tornati alla selletta (10 min.), per prato si imbocca a sinistra il sentiero 620, che si dirige verso Moena in una valletta erbosa. Con tratti ripidi si cala agevolmente fino al margine del bosco (strada forestale), dove al bivio con la strada forestale per Pianac conviene tenersi a sinistra, calando poco sotto ad una stradina fra i prati. Con questa si raggiunge Someda 1431 m (ore 1.30). Sotto la chiesa si segue a destra una stradina (passeggiata per Soraga), con la quale si fa comodamente ritorno al punto di partenza (ore 1.10).
 

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